Si è più beati nel dare che nel ricevere
At 20,35
RIFLESSIONE
VANGELO
At 20,28-38; Sal 67; Gv 17,11-19
Gv 17, 11-19 Dal Vangelo secondo Giovanni In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:] «Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi. Quand'ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità».
19/5 MER VII° T.P. [III]
Il dare è imitare l’amore del Padre. Il ricevere, se non è umile e riconoscente, potrebbe favorire l’egoismo. Siamo beati nel dare, perché questoci distacca da noi stessi e da ciò che appartiene alla terra per unirci al Padre, che ci vuole anche tutti uniti tra noi. Proprio oggi Gesù insiste nel farci desiderare di essere una cosa sola con lui e col Padre.