Tu seguimi
Gv 21,22
RIFLESSIONE
VANGELO
At 28,16-20.30-31; Sal 10; Gv 21,20-25
Gv 21, 20-25 Dal Vangelo secondo Giovanni In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?». Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.
22/5 SAB VII° T.P. [III]
Gesù è risorto, e per l’ultima volta si fa vedere dai suoi apostoli. Essi non sono ancora del tutto secondo il suo cuore. Pietro ha bisogno di ricordarsi di essere discepolo, e che suo compito è e sarà sempre stare alla scuola del suo Signore. Quando lo seguirà con decisione, senza confrontarsi con gli altri, allora la sua vita sarà vero esempio: egli diverrà trascinatore dei fratelli nel cammino verso il Padre.