Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia
Gv 15,2
RIFLESSIONE
VANGELO
At 15,1-6; Sal 121; Gv 15,1-8
Gv 15, 1-8 Dal Vangelo secondo Giovanni In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».
5/5 MER V° T.P. [I]
Mi chiedo, qualche volta, se sarei pronto a lasciarmi ‘potare’ dal Padre. Alcuni miei atteggiamenti e desideri non servono al regno di Dio: non dovrei piangere, se mi venissero tolti. E, dato che il contadino accorcia anche i tralci che portano frutto, dovrei essere contento quando il Signore regola o frena i miei carismi!