Maestro, che cosa dobbiamo fare?
Lc 3,12
RIFLESSIONE
VANGELO
Sof 3,14-18; Is 12,2-6; Fil 4,4-7; Lc 3,10-18
Lc 3, 10-18 Dal Vangelo secondo Luca In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe». Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.
12/12 DOM III° T.A. Anno C [III]
Terza d’Avvento: è Giovanni che prepara anche noi alla venuta di Colui che cambierà il mondo. Ma come attenderlo? Lo chiedono le folle, i pubblicani, e anche i soldati. Cosa fare per essere pronti? Esercitare l’amore, quell’amore che costa rinuncia, scelta della povertà, dominio dei propri istinti di avidità e violenza. Se non lo attendo così, non riuscirò ad accoglierlo.