Io sono il Signore, non ce n’è altri
Is 45,21
RIFLESSIONE
VANGELO
Is 45,6-8.18.21-25; Sal 84; Lc 7,19-23
Lc 7, 19-23 Dal Vangelo secondo Luca In quel tempo, Giovanni chiamati due dei suoi discepoli li mandò a dire al Signore: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: "Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?"». In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
15/12 MER III° T.A. [III]
Noi uomini siamo capaci di inventare divinità cui obbedire, ma si rivelano poi idoli, che ci lasciano i nostri vizi e i nostri istinti peggiori. L’unico Dio è il Signore, colui che ha amato il popolo, colui che ci ha dato la vita e le indicazioni per viverla. Solo lui ci ama, e ce lo dimostra inviando Gesù: davanti a lui i ciechi vedono, i sordi odono, gli zoppi camminano, i morti risuscitano. Solo davanti a lui. Non te ne sei accorto?