Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato
Gv 6,29
RIFLESSIONE
VANGELO
At 6,8-15; Sal 118; Gv 6,22-29
Gv 6, 22-29 Dal Vangelo secondo Giovanni Il giorno dopo, la folla, rimasta dall'altra parte del mare, vide che c'era soltanto una barca e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie. Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell'uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l'opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».
2/5 LUN III° T.P. [III]
È ovvio che il Padre non voglia che il suo amore sia inutile. Se lui porge un dono, questo va accolto. Egli manda il Figlio: io amo il Padre quando accolgo con desiderio e riconoscenza il Figlio suo. E lo accolgo quando lo ascolto con fiducia, quando faccio miei i suoi desideri e imito i suoi atteggiamenti.