Nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre
Gv 6,65
RIFLESSIONE
VANGELO
At 9,31-42; Sal 115; Gv 6,60-69
Gv 6, 60-69 Dal Vangelo secondo Giovanni In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre». Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».
7/5 SAB III° T.P. [III]
Alcuni, anzi, molti hanno abbandonato Gesù. Il suo discorso eucaristico li ha scandalizzati. Volevano essere protagonisti della propria salvezza, meritarsela, e non vivere in modo da dover dire sempre grazie: sempre grazie al Padre per il pane di Gesù, sempre grazie a Gesù per il suo Corpo e il suo Sangue. Noi rimaniamo con lui: senza di lui, infatti, non c'è né sapienza né vita!